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Donna.."folle" e innamorata della vita...democratica fin nel midollo, contraria ad ogni forma di violenza, di razzismo, di discriminazione e pregiudizio. Cocciuta all'inverosimile, passionale e "artista" per caso..per conoscermi un po' meglio, clicca su "About me".

martedì 23 settembre 2014

Sfoglia con crema acida, cioccolato, lamponi e more

Qui sembra estate. Un'estate fuori stagione, fuori tempo e soprattutto fuori luogo. Fa un caldo assurdo. Evidentemente l'estate vuole riprendersi il suo spazio. Vuole recuperare i giorni di sole e di caldo che non ci ha donato quando era il momento giusto. Che faccia pure, non ci son problemi. Noi accettiamo tutto. Vuol dire che continueremo a vestirci in modo leggero e a coprirci quel poco che basta per non beccarci malanni di stagione. Sto parlando per voi, ovviamente, perché io, il mio primo malanno, me lo sono già beccato...ma fortunatamente, è già tutto passato. "A cipolla...vestiti a cipolla.."...ma chi l'ha inventato questo modo di dire ?? Per carità, le cipolle son buonissime, ma tanto son buone e tanto puzzano. E allora, diciamo che non ho mai trovato particolarmente azzeccata questa espressione con riferimento all'abbigliamento. Esisteranno altre cose a strati, che non puzzano, in natura...mi viene in mente la verza ( o cavolo ). Certo, che anche l'espressione "vestiti a cavolo" potrebbe suonare un po' anomala. Allora, sapete che vi dico ? Teniamoci la cipolla, e non se ne parla più. Comunque, quel che volevo dire, è che questa stagione autunnale ma estiva, mi disorienta un po'. Mi disorienta nei gusti, nelle scelte, nelle sensazioni...mi fa sentire un po' spaesata, sospesa, in attesa...di cosa ? Ecco, questo non lo so. Ma è così. Attendo che qualcosa finisca e che subito dopo cominci qualcosa di nuovo. Attendo che questa settimana finisca, perché con questa settimana andranno via un po' di quelle cose che ultimamente stanno appesantendo il mio quotidiano. Aspetto con impazienza che arrivi venerdì..e poi sabato, e poi domenica. Aspetto con impazienza che i miei ritmi tornino ad essere quelli di sempre...insomma...aspetto. In genere odio aspettare, ma questa volta mi tocca farlo, e francamente, non mi dispiace nemmeno poi tanto...penso al viaggio imminente a Milano, e poi, a quello di Novembre a Londra...e poi a quello di dicembre a Francoforte...e penso ai progetti, ai desideri e a tutte le cose belle che ho in mente...ed ecco che aspettare, diventa improvvisamente più dolce. E magari, nell'attesa, un dolce potrei mangiarlo davvero. Magari un dolce come questo...una crema sofficissima in uno scrigno croccante. Note dolci e note acide che si mescolano tra loro creando una sinfonia straordinaria...Magari, nell'attesa che accada ciò che state aspettando, potreste prepararlo anche voi :)
Per oggi è tutto, vi saluto, vi auguro una buonissima giornata e vi coccolo con Sideways.


 


Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
250 g di lamponi
125 g di more
150 g di robiola
180 g di panna acida
65 g di zucchero + 2 cucchiai
1 cucchiaio di zucchero a velo
il succo di mezzo limone
1 uovo
60 g di cioccolato fondente

Procedimento
Accendete il forno a 200°.
Prendete una teglia da forno quadrata con lato di 20/22 cm. Srotolate la pasta sfoglia, e tagliate un quadrato grande quanto la base della teglia. Foderate la teglia con carta forno e trasferiteci dentro il quadrato di pasta. Con la pasta rimasta, tagliate delle strisce e utilizzatele per creare un bordo, come se fosse una crostata. Bucherellate bene la pasta, usate l'albume dell'uovo per spennellare la pasta e poi, cospargetela con i due cucchiai di zucchero. Trasferite in frigo. Mettete in un pentolino antiaderente il cioccolato fondente a pezzetti e fatelo sciogliere su fiamma bassissima, girando spesso. Tenete da parte. Mettete in una ciotola la panna acida, la robiola, il succo di limone, i 65 g di zucchero, il tuorlo d'uovo e mescolate tutto molto bene, fino ad ottenere una crema liscia e priva di grumi. Tuffateci dentro qualche mora e una manciata di lamponi. tenete da parte. In un'altra ciotola trasferite lamponi e more rimasti, aggiungete il cucchiaio di zucchero a velo e schiacciate grossolanamente con una forchetta. Tirate fuori la teglia dal frigo, trasferiteci dentro la crema acida, cospargete con il cioccolato fuso, con more e lamponi schiacciati e infornate per circa un'ora. Una volta sfornato il dolce, lasciatelo riposare per almeno un'ora prima di servirlo.



domenica 21 settembre 2014

Lettera a L(uciano)

Stamattina mi sono svegliata pensando che ieri hai suonato a Bari, vicinissimo a me...ma io non c'ero. Quando ho saputo della data, era già troppo tardi, i biglietti erano tutti esauriti. Certo, se ti avessi detto che volevo venirci, tu avresti risolto il problema, ma sai come sono fatta, non amo approfittare delle situazioni. Poi, francamente, l'Arena della Vittoria, come location, non mi è mai piaciuta, e forse avrei dovuto dirtelo, magari avresti cambiato il luogo. L'ho sempre considerato un posto "squallido" e "abbandonato". Poco appropriato per poter godere di un bel concerto. Sai come sono fatta. Per me le sensazioni sono importanti. E quel luogo, non me ne ha mai trasmesse di buone. Ci ho visto tanti concerti...ma alla fine di tutto, quando le luci si spegnevano, ecco, sentivo che mancava sempre qualcosa. Sono fatta così. Per me le sensazioni e le emozioni sono importanti. Mi riferisco a quelle che sento dentro, nella pancia...o a quelle che sento a fior di pelle, come un brivido che mi accarezza. Sono pur sempre la donna dei "me lo sento"...e spesso, con le mie sensazioni, ci prendo pure. Ciò che ancora non mi è chiaro, però, è se il merito sia il mio o della statistica. A me piace credere che sia io ad avere qualche potere particolare. No, Luciano, non si tratta di emotività. Certo, posseggo una buona dose di emotività, ma credimi, non mi manca nemmeno la giusta dose di freddezza. So essere anche piuttosto "stronza", ma devo volerlo. E se decido di esserlo, giuro che mi viene benissimo. Ma ecco, tornando a noi, il fatto è che ieri avrei avuto tante cose da raccontarti. Sicuramente ci saremmo persi in chiacchiere davanti a un bicchiere, fingendo di essere al Bar Mario. E' certo che avremmo perso la cognizione del tempo e così, l'orario d'inizio del tuo concerto sarebbe slittato, e poi, addio scaletta ! Si, forse è stato meglio così. Meglio non esserci venuta al tuo concerto. Meglio non esserci incontrati. Mi sarei sentita troppo in colpa sapendo di aver condizionato l'esito della serata. Non avrei mai voluto che migliaia di fan rimanessero scontenti a causa mia e del tuo desiderio di passare del tempo con me, anziché con loro...Tranquillo Luciano, vedrai che ci rifaremo. Sono certa che per noi ci saranno altre occasioni. Vedrai, prima o poi, io e te riusciremo ad incontrarci. E allora sì che potremo dirci, guardandoci negli occhi, tutto ciò che ci va. Tutto ciò che ci passa per la testa. Ma ti avverto, nonostante io possa sembrare una persona dotata di grandi potenzialità comunicative, estroversa e spigliata...la mia vera natura, è quella di una persona timida. Talmente timida che quando ero ragazzina, mi vergognavo di fare gli starnuti in classe perché non volevo attirare l'attenzione dei compagni su di me. E allora, nonostante io abbia lottato una vita intera contro questa timidezza, nonostante oggi io sia una persona decisamente più sicura e sciolta, ecco, non è escluso che nel momento in cui sarai seduto davanti a me, io resti senza parole. Se ciò dovesse accadere, non farci caso...parla tu...per me sarà un piacere ascoltarti :)
A presto Luciano...ti voglio bene :)

p.s. Nota per tutti i miei lettori : Sono sobria, e non ho assunto nessuna sostanza strana, lo giuro :D 



venerdì 19 settembre 2014

Penne rigate al forno con verdure e stracciatella

Settimana pesante. Testa in palla, raffreddata e con una voce che non è la mia, ma probabilmente quella di quel certo Mario che abita dentro di me ( Mario è il mio lato maschile ). Ebbene sì, mi sono beccata il primo malanno di stagione. Che poi, tecnicamente, sarebbe un malanno estivo. Perché siamo ancora in estate, giusto ? E vabbè, è andata così. Ciò che conta è che oggi sia venerdì. Per carità, anche il weekend sarà ricco di impegni, ma fortunatamente saranno impegni che posso gestire nei modi e con i tempi che più preferisco, quindi, un pochino di riposo, penso di riuscire a ritagliarmelo. Ma intanto, c'è ancora da affrontare questa giornata, e sarà bella tosta. E comunque, è inutile, sono in tilt. Ho la testa troppo intasata, e anche buttar giù due righe, mi viene davvero difficile. I pensieri sono tutti appallottolati come fossero un gomitolo di lana, e io, non riesco a trovare il capo per trarli fuori e distenderli. Sopportatemi, passerà. Ancora un po' di pazienza, e dovrei ritornare in me. E così, davanti a questo "foglio" bianco, senza parole e senza idee, non mi resta altro da fare che parlare di cibo. Che tutto sommato, è sempre un bel parlare. Siamo ormai alla fine di questa stagione estiva, e devo dirvi la verità, il nostro orto, continua a regalarci piccoli tesori. Così, ho pensato di preparare un piatto che se vogliamo è un inno all'estate, ai suoi colori e ai suoi sapori. E' il mio modo per tenerla ancora un po' qui con me. E' stata un'estate così capricciosa, che sembra abbia giocato a nascondino per tutto il tempo. Ma io, zac ! L'ho "imprigionata" in un piatto. Zucchine, pomodorini, cipolle...e ? Non vi resta altro da fare che leggere la ricetta e provarla subitissimo :) Per oggi è tutto. Vi auguro un buonissimo weekend, e vi lascio una canzone che non è recentissima, ma che a me trasmette una bella carica e riporta alla mente momenti molto piacevoli: This head I hold.



Ingredienti per 2/3
200 g di penne rigate
4 zucchine
mezza cipolla rossa
peperoncino q.b.
1 spicchio d'aglio
un mazzetto di basilico
la scorza grattugiata di 1/4 di limone
sale q.b.
pepe q.b.
zucchero q.b.
olio evo
Per la finitura del piatto
250 g di stracciatella pugliese
una decina di pomodori ciliegia
una manciata piena di pinoli
una manciata di uva passa
due/tre fettine di pane casereccio tagliate a cubetti
sale q.b.
zucchero
olio evo


Procedimento


Lavate le zucchine, spuntatele e tagliatele in pezzi regolari. Prendete un'ampia padella, metteteci dentro dell'olio e a crudo ( cioè a fiamma spenta ), aggiungete le zucchine, la cipolla affettata sottilmente, lo spicchio d'aglio, la scorza di limone, il peperoncino, una macinata di pepe, il sale e mezzo cucchiaino di zucchero. Mettete su fiamma media e fate cuocere per circa 20 minuti.
Mettete l'acqua per la pasta sul fuoco e accendete il forno a 200°. Prendete un pentolino antiaderente e sempre a crudo, metteteci dentro dell'olio evo, i pomodorini interi, i pinoli, l'uva passa, il pane, il sale e due pizzichi di zucchero. Mettete su fiamma bassa, coprite e lasciate cuocere fino a quando il pane non sarà leggermente tostato e la buccia dei pomodorini non presenterà delle crepe. Spegnete e tenete da parte. Quando l'acqua bolle buttate la pasta e fatela cuocere la metà del tempo di cottura indicato sulla confezione più due minuti, scolatela facendo in modo che resti un po' di acqua di cottura e conditela con le zucchine ( ricordatevi di eliminare lo spicchio d'aglio), aggiungete quasi tutta la stracciatella e mescolate. Trasferite la pasta in una teglia idonea per la cottura in forno e decorate con il composto di pomodorini e pane, aggiungete la stracciatella rimasta ed infornate per 30 minuti scarsi. Ricordate di accendere il grill così da far formare una piacevole crosticina. Sfornate e lasciate riposare 5 minuti prima di servire.