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Donna.."folle" e innamorata della vita...democratica fin nel midollo, contraria ad ogni forma di violenza, di razzismo, di discriminazione e pregiudizio. Cocciuta all'inverosimile, passionale e "artista" per caso..per conoscermi un po' meglio, clicca su "About me".

lunedì 28 luglio 2014

Cheesecake alla banana, cocco e cioccolato bianco

Neanche a dirlo, ieri ha diluviato. E notavo come quelli delle previsioni del tempo stiano diventando sempre "più raffinati" e precisi anche nell'indicare gli orari in cui pioverà. Così, anche ieri, ci hanno preso alla grande..c'è solo stato lo slittamento di un'ora. Ecco, ha piovuto incessantemente, con tanto di lampi e tuoni, a partire dall'ora di pranzo (sarà stata l'una) e fino alle otto passate di ieri sera. Quanta acqua è scesa dal cielo. Una cosa incredibile. Il bello è che ieri mattina, un po' come stamattina del resto, non si vedeva una nuvola all'orizzonte, e io, ero già lì che mi sfregavo le mani pregustandomi la mia giornata in campagna. Giornata in campagna che, alla faccia di tutto e di tutti, temporali compresi, è stata davvero bella. Un po' di sole l'ho preso, due bagni li ho fatti ( uno sotto la pioggia, ed è stato in assoluto il migliore di tutta la stagione ), ho chiacchierato, ho mangiato, ho bevuto ( prevalentemente acqua, fatta eccezione per l'aperitivo a base di Martini ), mi sono rilassata e anche divertita. Alla fine, contro il tempo, c'è ben poco da fare...ormai mi pare del tutto evidente che questo mese scorrerà via così, piovoso e dispettoso. Sembra quasi che ci stia prendendo gusto. I vari social sono invasi da vignette divertenti su questo mese che sembra posseduto dal mese di novembre, tant'è che c'è chi propende per fargli un esorcismo. E poi, c'è ancora chi si chiede se quest'estate ci verrà o meno rimborsata. Ma ieri, ne ho trovata una davvero carina che recitava così : "C'è chi ama l'estate e chi l'inverno. Per accontentare un po' tutti, quest'anno si alternano ogni giorno anziché ogni 6 mesi. Onesto". Ecco, in effetti è un po' così, solo che se i giorni di sole, capitassero nel weekend, sarebbe meglio. 
Comunque, tempo a parte, è stato davvero un bel weekend, reso ancora più speciale dall'incontro con una carissima amica blogger, la bellissima Chiara Setti. Abbiamo pranzato insieme e trascorso qualche ora tra chiacchiere, risate e un bel bicchiere di birra, tra l'altro, la mia bionda preferita, la San Miguel. La cosa più bella che può accadere quando incontri di persona qualcuno con cui, fino a quel momento, ti sei solo scritto, è scoprire che tutte le tue sensazioni erano giuste. Che la sintonia, non era apparente, ma reale. Ed ecco, che ancora una volta, questo blog, mi ha fatto un bellissimo regalo. E ora, per allietarci un po' e per iniziare questa settimana con il piede giusto, ecco che vi lascio la ricetta di una bella cheesecake. Una cheesecake dal sapore un po' esotico, vista la presenza di cocco e banane. Un dolce molto ricco e cremoso. Secondo me vi piacerà :) 
Bene, ora vi saluto, vi auguro una piacevolissima giornata, un buon inizio settimana e vi lascio con una canzone che con me fa miracoli..Rude..mi fa sentire l'estate addosso..a dispetto della pioggia, del fatto che stia andando ancora a lavorare e a dispetto di tutto in generale..provatela anche voi ;)




Ricetta per una tortiera con fondo amovibile
da 18/20 cm con bordo alto
Per la base di biscotti
200 gr di digestive
70 gr di burro fuso
1 cucchiaio di melassa, ( in mancanza sciroppo d'acero o miele )
Per la crema di formaggio
230 gr di formaggio cremoso light
170 gr di yogurt greco
50 gr di panna fresca
10 gr di colla pesce
150 gr di cioccolato bianco ( + un po' di latte per fonderlo)
1 banana ( da circa 100/110 gr peso al netto degli scarti)
100 gr di cocco fresco grattugiato
80 gr di zucchero a velo
succo di mezzo limone
Per la copertura 
80 gr di cioccolato fondente
30 gr di panna fresca

Come prima cosa, mettete la colla di pesce a mollo in acqua fredda.
Per la base di biscotti, sbriciolate bene i biscotti e mescolateli con il burro fuso e la melassa. Prendete la vostra tortiera, foderate il fondo con carta forno e imburrate le pareti. Trasferiteci dentro il composto di biscotti, e cercate di farli salire anche sui bordi. Mettete a riposare in freezer.
Per la crema di formaggio, mettete un pentolino antiaderente sul fuoco, a fiamma bassissima, e fatevi fondere il cioccolato bianco sminuzzato con un pochino di latte ( deve coprire il fondo della pentola), mescolate spesso. Non appena sciolto spegnete e tenete da parte. Mettete in una ciotola la banana e schiacciatela bene con una forchetta e irroratela con il succo di mezzo limone. Aggiungete il formaggio e lo yogurt e mescolate bene. Aggiungete il cocco e lo zucchero a velo, e mescolate ancora. Aggiungete il cioccolato bianco. Mettete in un pentolino i 50 gr di panna e la colla di pesce ben strizzata, mettete su fiamma bassissima e girate continuamente con il cucchiaio, fino a quando non si sarà sciolta completamente, e aggiungetela al composto di formaggio. Mescolate bene, riprendete dal frigo la vostra tortiera e versateci dentro delicatamente la crema. Mettete in freezer per un'ora e poi, trasferite in frigo per altre 2/3 ore. Preparate la copertura di cioccolato, mettendo in un pentolino il cioccolato sminuzzato con la panna, mettete su fiamma bassa e fate sciogliere, girando spesso. Fate intiepidire appena. Tirate fuori la torta dal frigo e con l'aiuto di un coltellino sottile ed affilato, staccate la torta dal bordo prima di aprire il gancio a cerniera e sformarla. Una volta sformata, trasferitela su piatto di portata, intingete la forchetta nella crema di cioccolato e decorate la superficie schizzandola in modo irregolare. Affettate il dolce e servite. 



venerdì 25 luglio 2014

Cracker alla robiola e limone per il "Cafè Littéraire"


"Quasi tutti pensano che le cose non siano vere finché non sono state dette,
 che sia la comunicazione, non il pensiero a dargli legittimità. È per questo che la gente vuole sempre che gli si dica «Ti amo, ti voglio bene». Per me è il contrario: i pensieri sono più veri quando vengono pensati, esprimerli li distorce o li diluisce, la cosa migliore è che restino nell'hangar buio della mente, nel suo clima controllato, perché l'aria e la luce possono alterarli come una pellicola esposta accidentalmente."
Un giorno questo dolore ti sarà utile - P. Cameron



La vita è fatta di strani "intrecci" e di cose che accadono. O forse, a volte, si creano più o meno consapevolmente  delle condizioni affinché le cose accadano. Sembriamo delle biglie sparse per il mondo. E siamo lì che rotoliamo, e mentre rotoliamo, ci capita di scontrarci, di unirci, di scansarci, di fonderci, di farci del male, di perderci, di ritrovarci e di innamorarci. Ed ecco che ad ogni nostra azione, ne corrisponde un’altra, non necessariamente  nostra, ma magari di un’altra biglia, anche lei intenta a rotolare nel suo mondo infinito. E così, quando quasi 3 anni fa, ho deciso di aprire questo spazio tutto mio, quel semplice gesto, in qualche modo, ha cambiato il corso della mia vita. Ho aperto questo blog in un momento un po’ particolare, uno di quei momenti che ti segnano in modo indelebile e definitivo. Come un tatuaggio, o meglio ancora, come una cicatrice. Già, perché il tatuaggio lo scegli, la cicatrice, invece, no. E credo che questo blog, in qualche modo, sia stato la mia ancora di salvezza. Ma questo, l'ho capito da poco. Grazie a questo blog ho ritrovato la mia parte più creativa e più sognatrice. La parte più di "pancia". Ho ritrovato la mia parte più vera. Ciò che ero da bambina, ciò che avrei dovuto essere e ciò che, fortunatamente, sono diventata oggi. E pian piano, grazie ad un lungo e faticoso percorso, ho capito che ci sono tanti modi per generare, creare, “partorire”. Sono diventata mamma anch'io, seppur in un modo diverso. Mamma delle mie idee, delle mie foto, delle mie ricette e dei miei pensieri a ruota libera. E così, in queste pagine virtuali, ho cominciato a lasciare tracce sempre più profonde di me stessa. Ho cominciato a scrivere pagine sempre più intense, pagine in cui c’ero sempre io, in tutte le mie sfumature. Ho raccontato di gioie e di dolori. Ho raccontato di paure e di desideri. Mi sono messa a nudo. E man mano che mi aprivo, anche chi mi leggeva si apriva con me. Ed è stato proprio questo scambio profondo e costante, a portare nella mia vita persone altrettanto importanti. Persone di cui mi sono innamorata per motivi diversi. Alcune sono sparite all'improvviso, così come sono arrivate, altre, probabilmente le più importanti, ci sono, e nonostante le distanze ( già, perché sono tutte fisicamente assai lontane da me ), mi tengono per mano tutti i giorni. Ed è più o meno così, che anche lei, Miu Mia, rotolando, è arrivata da me. Già, perché è stata lei a trovarmi. Ho cominciato a notare i suoi commenti. Non i soliti commenti, ma commenti pensati, sentiti. Commenti che a volte completavano i miei pensieri. Commenti che avrei potuto scrivere io. Commenti che lasciavano trasparire chiaramente una personalità dotata di grande sensibilità ed empatia. E poi, quel “pane galeotto”. E' proprio il caso di dire che è stato un pane ad unirci. Così, un giorno, ecco che trovo una sua e-mail. Ed ecco che cominciamo a scriverci. Ed ecco che io mi sento "importante" per lei, perché lei, “grazie a me”, ha deciso di lanciarsi nell'arte della panificazione. Voleva riuscire ad assaporare tutte le volte che voleva quel pane basso, con la mollica soffice e la crosta spessa e croccante, che le ricordava casa, la sua terra e le sue radici. E se permettete, sapere che qualcuno è felice perché grazie a me è riuscito in qualcosa che per lui era importante, mi riempie di gioia. E insomma, scrivi oggi e scrivi domani, ecco che lei decide di invitarmi  nel suo blog, o meglio, nel suo “Cafè Littéraire”. E io, proprio io, che amo le parole e che mi ci perdo nelle parole, lusingatissima per la sua proposta, ho deciso di accettare senza nemmeno un secondo di esitazione. Come avrei potuto non farlo ? E così, eccomi qui, con i miei cracker alla robiola e limone, due cocktail ( perché ho immaginato che questo incontro avvenisse all'ora dell'aperitivo ) e con i miei pensieri spettinati. O meglio, questa volta i pensieri non sono proprio i miei, ma di Peter Cameron e del suo libro “Un giorno questo dolore ti sarà utile”. Io sono una di quelli che critica sempre aspramente i film tratti dai libri, perché secondo me, mancano sempre di qualcosa. Ma questa volta, sono arrivata al libro grazie al film. Film che ho amato. Film che ho sentito fortemente, forse perché quando l’ho visto stavo vivendo un momento davvero nero, in cui mi sono ritrovata a mettere in dubbio ogni singola scelta fatta nella mia vita. Era un momento di grandissimo disagio interiore che mi portava a vedermi “strana” e “fuori luogo”. Era un momento strano, che poi ho capito essere un momento di crescita. Il mio momento di crescita. Momento di crescita che ha poco a che fare con l'età anagrafica. Già, perché di anni ne puoi avere 10, come 40. Cresci davvero quando cominci a guardare in faccia la realtà per quella che è. Quando cominci a prendere atto che la vita non può andare sempre come vorresti tu. Quando ti scontri con il dolore, quello vero. Quando capisci che ci sono cose che accadono e cose che non accadono, e che bisogna accettarlo. Come bisogna accettare le scelte degli altri, le azioni degli altri e il “non volerti” degli altri. Mi sentivo un po’ come James Sveck, il personaggio principale di questo romanzo. Un ragazzino di 17 anni assai introspettivo e sensibile, con una visione tutta sua del mondo e della vita. Così, ho deciso di condividere con voi uno dei passaggi di questo libro che ho sentito parecchio mio, probabilmente perché anche io penso che certi “intrecci” ( ed ecco che torniamo a bomba alle righe iniziali di questo post), certi “incontri” non siano quasi mai casuali. Io appartengo a quella corrente di pensiero che ritiene che nulla accada per caso, nemmeno un incontro, perché, come dice James, “Non ha senso entrare in contatto così con una persona e poi andare via. Non lo capisco. Lo strano è che io sono un asociale, ma quando entro in contatto con uno sconosciuto – anche se si tratta solo di un sorriso o di un cenno con la mano, che non credo sia considerato un vero contatto ma per me lo è – mi sembra che dopo non possiamo andarcene ognuno per la sua strada come se niente fosse. Per esempio, quel ragazzo messicano, com’era finito lì a Hartsdale a tosare il prato, dove viveva, che cosa pensava?  Immagino la sua vita come una piramide, un iceberg di cui vedo solo la punta, la punta minuscola, ma sotto la superficie la piramide si allarga, si allarga verso il basso e nel passato, sempre più indietro, tutta la vita gli sta sotto, gli sta dentro, le mille cose che gli sono successe, e il risultato è quel momento, quel secondo in cui mi ha sorriso. Ho ripensato alla signora che leggeva la Bibbia in treno. Dov’era adesso ? A casa sua ? Lo so che non era il caso di scendere a Woodlawn per seguirla, ma se lo avessi fatto ? Se nella mia vita quella donna fosse stata destinata a diventare importante ? Credo che sia questo a farmi paura: la casualità di tutto. Persone che per te potrebbero essere importanti, ti passano accanto e se ne vanno. E tu fai altrettanto. Come si fa a saperlo? Dovevo tornare indietro a parlare con il ragazzo messicano ? Forse era solo, come me, forse aveva letto Denton Welch. Andandomene mi sembrava di abbandonarlo, di passar la vita, giorno dopo giorno, a abbandonare la gente. “
Non è un libro "imprescindibile", non è uno di quei libri che dopo averlo letto, senti che ti ha cambiato la vita, ma oggi, dopo il mio lungo percorso, dopo aver raggiunto le mie più o meno nuove consapevolezze, ecco, mi sento di affermare che è vero..si, è proprio vero che "un giorno questo dolore ti sarà utile". Per me lo è stato. 
E a dirvela tutta, qui, oltre al libro e al film, di veramente bello c'è anche la colonna sonora, una canzone su tutte, Love is Requited. Buon ascolto :)



E ora, dopo tante parole, passiamo alla ricetta..diciamo che è una mia reinterpretazione di due/tre ricette mescolate tra loro...questi cracker sono facilissimi da preparare e ricordate di conservarli in un sacchetto di carta, così si manterranno fragranti un po' più a lungo. Per oggi e davvero tutto, credo di aver battuto ogni record..post lunghissimo ! Vi abbraccio e auguro un sereno weekend..e che il sole sia con noi ;)




Ingredienti per circa 25 cracker
Ricetta liberamente tratta da Cracker di S. Quinn
170 g di farina 00
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio di burro freddo
170 g di robiola
la scorza grattugiata di un limone
semi misti per la finitura

Procedimento
Accendete il forno a 190°. Mettete nel cestello della planetaria ( montata con il gancio a foglia ) la farina, il sale, lo zucchero, il burro e la scorza di limone, e azionate. Dopo due/tre minuti, aggiungete la robiola e lavorate fino a quando no si formerà una palla. Togliete l'impasto dal cestello, trasferitelo su un piano infarinato e lavoratelo brevemente con le mani. Formate un salame e con l'aiuto di un coltello, ricavatene all'incirca 25 fette. Formate delle palline e poi, con il palmo della mano schiacciatele e allungatele ad uno spessore di circa 3 mm. Cospargete ciascun cracker con i semi e schiacciateli leggermente nella pasta con il mattarello. Spennelate con un po' d'acqua, e cospargete di sale. Prendete due teglie, foderatele con carta forno e trasferiteci sopra i cracker. Infornate per circa 8/10 minuti o fino a quando i cracker non saranno leggermente dorati. Spegnete, lasciateli riposare sulla teglia del forno per qualche minuto e poi trasferiteli su una gratella di metallo. 



domenica 20 luglio 2014

Mezzi rigatoni con finto pesto di melanzane, crema di caciocavallo podolico del Gargano e pomodorini confit

( Mentre vi scrivo mi sto mangiando una pesca troppo buona ! ) Eccoci qui, domenica sera, weekend praticamente terminato e una me riposata e rilassata, ma con un grandissimo mal di reni. Mannaggia a me, mi credete se vi dico che mi sono "stirata" mentre scattavo una foto ? Ma dico io, ma come si fa ! Il fatto è che a volte, pur di ottenere l'inquadratura giusta, mi trasformo di una contorsionista da strapazzo ed ecco che "trac" ! Dolore !!! Dimentico troppo spesso di essere ormai prossima ai "42" :D ! Vabbè, sono cose che accadono. Passerà. Questi giorni sono stati molto piacevoli. Sono trascorsi in modo lento, e io, ho potuto fare tante cose. In particolare ho scritto. Ho scritto parecchio. Mi sentivo ispirata, piena di tante cose da dire..anzi, già vi anticipo che se siete curiosi di sapere cosa ho scritto, non potete mancare ad un Rendez Vous letterario a cui mi ha invitato la mia amica Miu Mia. Quando ? Venerdì 25 luglio ! Dove ? Qui da me e da Miu Mia. Io sono davvero impaziente :) 
Oggi fa particolarmente caldo e penso che faticherò un po' ad abituarmi a questa nuova temperatura. So bene che siamo in estate e che il caldo torrido dovrebbe essere il tema dominante dell'estate, in particolare qui a sud, ma io preferivo di gran lunga quelle temperature piacevolmente fresche e biricchine che avevamo fino a qualche giorno fa. A volte penso che dovrei trasferirmi nel nord Europa. Sicuramente lì ci sarebbe sempre la temperatura più adatta a me, se non fosse che in inverno, poi, mi toccherebbe sopportare temperature bassissime..ma come si dice ? Non si può avere tutto dalla vita. E insomma, come dicevo ad inizio post, siamo ormai giunti alle battute finali di questo weekend e proprio poco fa, stavo pensando che ormai manca davvero poco alle mie ferie. Direi che posso cominciare il countdown, meno 15 all'alba. Mamma mia, non vedo l'ora ! Che voglia di "fancazzismo" che ho :) Mi rendo conto che sto andando avanti per inerzia. A volte ho come la sensazione che dietro di me ci sia qualcuno che mi spinga e che mi guidi. Che mi dica cosa devo fare, cosa devo dire, dove devo andare e soprattutto cosa devo pensare. Già, perché ultimamente mi pesa anche pensare. Eh, ma a partire dal 6 agosto, vedrete, manderò anche il mio cervello in ferie..lo smonto e lo metto in frigo, così si mantiene bello fresco :) Ecco, diciamo che per oggi ho finito di sparare cavolate. Passiamo alla mia ricetta che è meglio. Comincio con il dirvi che questo è stato il nostro pranzo di oggi. Un primo ricco, saporito, estivo e decisamente mediterraneo. Un primo piatto preparato con prodotti di gran qualità e pensato per un contest molto importante, quello organizzato da Le Bloggalline in collaborazione con INformaCIBO. Allora, non vi resta altro da fare che leggere la ricetta e magari, provarla ;)
Buona serata e buon inizio settimana per domani..come sempre vi lascio con una bella canzone che a me piace tanto, e che mi ha tenuto un po' di compagnia durante questo weekend..Candy di Paolo Nutini.

 

Ingredienti per 2
200 g mezzi rigatoni giganti*
1 melanzana di dimensioni medio/piccole
15 pomodorini ciliegia
120 g di panna fresca
80 g di caciocavallo podolico del Gargano**
1 spicchio d'aglio
olio evo q.b.
sale q.b.
zucchero q.b.
peperoncino q.b.
un mazzetto di basilico
un mazzetto di timo
una manciata di mandorle 
una manciata di pinoli
la scorza di un limone
pepe q.b.


* I rigatoni che ho utilizzato per preparare questa ricetta, sono quelli del Pastificio Artigianale Cav. Giuseppe Cocco, che mi sono stati gentilmente inviati per la partecipazione al Contest organizzato da Le Bloggalline in collaborazione con INformaCIBO.

** Il caciocavallo podolico del Gargano, è una varietà di caciocavallo molto particolare, in quanto è prodotto unicamente con il latte delle vacche podoliche. Le vacche podoliche sono una razza di origine ucraina, che venne introdotta in Italia durante le invasioni Barbariche. Si tratta di una razza ormai presente in pochissime zone del nostro territorio, abituata a pascoli duri e poveri, dove c'è pochissima acqua e pochissimo cibo, ecco perché questo tipo vacca produce pochissimo latte, e solo in alcuni periodo del'anno. La produzione di questo meraviglioso formaggio, particolarmente aromatico, avviene in tutto il territorio del Gargano ( cioè, nella provincia di Foggia ) ed è uno dei prodotti appartenenti ai presidi slow food che in questo caso è sostenuto dal Parco Nazionale del Gargano. 
E' un formaggio da tavola, che generalmente non viene utilizzato in cucina, ma io, ho deciso di contravvenire a questa "regola" e visto il risultato, sono davvero felice di averlo fatto. 


Procedimento

Accendete il forno a 140°, in modalità ventilata. Lavate i pomodori, asciugateli bene, tagliateli a metà, e disponeteli su una teglia rivestita di carta forno, appena unta, ben distanti tra loro.
Cospargeteli con lo zucchero, il timo, il pepe, il sale, la scorza di limone grattugiata e irrorate con olio.
Infornate e lasciate cuocere per circa 1 ora e 15 minuti. Una volta pronti, toglieteli dal forno e teneteli da parte. 

Lavate la melanzana, eliminate il picciolo e tagliatela in cubetti regolari. Mettete una padella sul fuoco, a fiamma bassa, aggiungete dell'olio evo, lo spicchio d'aglio schiacciato e il peperoncino e girate spesso con un cucchiaio per evitare che brucino. Quando l'olio inizierà appena a sfrigolare aggiungete la melanzana, salate, aggiungete mezzo cucchiaino di zucchero, e fate cuocere molto lentamente. Eventualmente, coprite con un coperchio, così che si crei l'umidità necessaria per evitare di aggiungere dell'acqua. 
Intanto che le melanzane cuociono, mettete una pentola con acqua salata sul fuoco, in cui andrete a cuocere la pasta. Prendete un pentolino antiaderente dai bordi alti, metteteci dentro la panna, e fatela riscaldare a fiamma bassa, non appena vederete le prime bollicine, aggiungeteci il caciocavallo podolico del Gargano grattugiato e mescolate continuamente con un cucchiaio di legno, sempre mantenendo la fiamma molto bassa, fino a quando non si sarà completamente sciolto e non si sarà formata una crema liscia e setosa. Spegnete e tenete in caldo. Una volta pronte le melanzane, trasferitele nel bicchiere del frullatore ad immersione, aggiungete le mandorle, i pinoli, il basilico, e un mestolo dell'acqua di cottura della pasta e frullate tutto, fino ad ottenere una crema perfettamente liscia e non troppo densa. Eventualmente, aggiungete dell'altra acqua. Trasferite la crema di melanzane nella padella in cui avevate precedentemente cucinato le melanzane e aggiungete quasi tutta la crema di caciocavallo ( tenetene da parte 3/4 cucchiai ), accendete la fiamma al minimo. Scolate la pasta, tenendola indietro di cottura di 2/3 minuti. Ricordatevi di tenere da parte un po' di acqua di cottura e aggiungete la pasta nella padella con la crema di melanzane e caciocavallo, aggiungete un po' dell'acqua di cottura tenuta da parte e completate la cottura. Impiattate decorando con i pomodori confit, con altra crema di caciocavallo e del timo fresco.



Con questa ricetta, partecipo fuori concorso al contest "La cucina italiana nel mondo verso l'Expo 2015" nella sezione "Prodotti fuori concorso pasta Cavalier Cocco".